Privacy online, quali strumenti per garantirla?

 

Il principio alla base del funzionamento dell’Internet moderno è la libertà di archiviare, processare e trasferire a terzi i dati degli utenti. Se un prodotto ci è concesso gratuitamente vuol dire che il prodotto siamo noi stessi. Ogni azione che facciamo online permette ai grandi player (Microsoft, Google, Facebook) di tracciare un nostro profilo. E se non ci spiano le grandi corporation, sarà la nostra app di fitness o altro a farlo.

Gli strumenti tecnologici moderni dispongono di una stupefacente capacità comunicativa, questo ha inevitabilmente aumentato il rischio di una diffusione delle informazioni personali senza un reale consenso del diretto interessato. Poiché i dati degli utenti rappresentano un mercato considerevole, in questi anni sono nati diversi servizi specializzati che si occupano di tracciare qualunque cosa facciamo quando visitiamo un sito web, che tasti premiamo, dove spostiamo il mouse, etc.

 

 

Sebbene navigare in Internet significhi già in partenza rinunciare alla privacy, questo effetto collaterale si può mitigare in alcuni modi. Ad esempio i social network, gli strumenti anti-privacy per eccellenza, permettono di livellare in modo considerevole la riservatezza delle informazioni che mettiamo online. Un primo step può essere quello di decidere in modo chiaro e inequivocabile chi potrà visualizzare il mio profilo all’interno del social. Inoltre è possibile evitare che i motori di ricerca rimandino al proprio profilo Facebook. In questo modo chi cercherà su Google il vostro nome non lo troverà.

Un fenomeno che ci lascia sovente basiti sono i siti che sembrano conoscere anticipatamente le nostre preferenze e i nostri gusti. Sarà anche a voi capitato di essere inseguiti per il web da pubblicità di oggetti che in effetti avevate ricercato su altri siti. Questo è merito, o colpa, dei cookies[1] ai quali avete probabilmente dato autorizzazione di tracciamento in precedenza. Il problema dei cookies è la dimostrazione di quanto in realtà Internet agisca su nostro consenso, un consenso che può essere più o meno consapevole. Per evitare di essere inseguiti online basterebbe non dare l’autorizzazione ai cookies, ma questo spesso ci impedisce di accedere ai siti che vorremmo visitare!

Un equivoco molto diffuso è quello di pensare che la navigazione in incognito che molti Browser[2], quali Mozilla e Chrome, mettono a disposizione, sia strumento sufficiente a nasconderci da chi vuole reperire i nostri dati. È un errore in quanto la navigazione in incognito ha la semplice funzione di non salvare i dati rispetto al sistema che stiamo utilizzando. In parole povere chi utilizzerà il computer dopo di noi non avrà modo di sapere quali sono state le nostre ricerche su Internet. Ma questo metodo di navigazione non nasconde in alcun modo il nostro indirizzo IP[3]. Questo vuol dire che le terze parti interessate ai nostri dati potranno comunque accedervi.

Tutt’altro discorso riguarda TOR Browser[4] e similari. Questo strumento di navigazione Internet, perfettamente legale, consente una sicurezza e invisibilità molto maggiore rispetto ai normali certificati HTTPS[5]. Questa tipologia di Browser fa rimbalzare la nostra connessione tra diversi computer in tutto il mondo non permettendo l’identificazione dell’utente. Esistono diversi tipi di applicazioni come questa e tutte funzionano in base al principio appena descritto, ovvero sul camuffamento del proprio indirizzo IP.

Ci troviamo dunque di fronte a un chiaro trade-off tra usabilità dello strumento web e tutela della nostra privacy. L’utente che non abbia particolarmente a cuore la riservatezza delle proprie informazioni potrà navigare serenamente, chi volesse invece tutelarsi in tal senso dovrà considerare anche l’idea di rinunciare del tutto ad alcuni specifici servizi. Non resta che schierarci in questo dualismo, gli strumenti per scegliere ci sono.

 

[1] I cookies sono piccoli file di testo inviati al browser dell’utente che effettua per la prima volta l’accesso a un sito web, questi saranno poi memorizzati sul computer dell’utente e ritrasmessi ad ogni successivo collegamento al sito, in modo tale che il pc dell'utente venga riconosciuto e la navigazione e gli annunci pubblicitari modulati sulle sue preferenze.

[2] Un Browser è uno strumento di navigazione Internet. Attenzione a non confondersi! Google non è un Browser è un motore di ricerca. Dunque quando accediamo a Internet apriamo un Browser che utilizza un motore di ricerca per indicizzare le pagine e dunque dare risposta alle nostre ricerche.

[3] Un indirizzo IP (dall'inglese Internet Protocol Address) è un'etichetta numerica che identifica univocamente un dispositivo detto host (computer, smartphone, tablet, etc.) collegato a una rete informatica che utilizza lnternet.

[4]Tor Browser: sistema di comunicazione in rete specializzato nel mantenere l’anonimato dell’utente e tutelare la privacy; è una modalità di navigazione senza lasciar tracce

[5] HTTPS è un protocollo utilizzato da molti siti per gestire informazioni sensibili per le quali è importante garantire un elevato livello di riservatezza e integrità.